SOCIO SOSTENITORE

Qualità dell'aria e malattie

ASSOCIAZIONI TRA SARS-COV-2 E micropolveri

I più recenti studi effettuati, hanno evidenziato che, in Italia, l’ipotesi di un’associazione tra SARS-COV-2 e la presenza di inquinamento e micropolveri è stata avanzata in virtù del fatto che, nelle regioni che hanno presentato una maggiore diffusione del virus (Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna), si registrano generalmente le maggiori concentrazioni degli inquinanti atmosferici e micropolveri misurati e controllati secondo quanto indicato e prescritto dalla legislazione di settore (DLgs 155/210).

L’analisi dei decessi su un ampio campione di casi effettuato dall’ISS (Istituto Superiore di Sanità) ha mostrato come la mortalità per COVID-19 sia stata elevata in soggetti che già presentavano una o più patologie pregresse (malattie respiratorie, cardiocircolatorie, obesità, diabete, malattie renali, ecc), sulle quali, molto probabilmente, la qualità degli ambienti indoor e outdoor e gli stili di vita, in ambiente urbano, possono aver giocato un ruolo importante.

A tal proposito bisogna impegnarsi attivamente per avere una qualità dell’aria migliore, priva di inquinanti e micropolveri.

la soluzione

L’impianto di aspirapolvere centralizzato permette di espellere all’esterno tutte quelle microparticelle presenti nell’aria che non vengono filtrate e che, invece, con l’utilizzo di aspirapolveri tradizionali, reimmetteremmo all’interno delle nostre abitazioni, uffici o di qualsiasi altro edificio.
 
Questo sistema permette di avere una qualità dell’aria migliore, anche all’interno di appartamenti situati in grandi città, caratterizzate da alti livelli di inquinamento atmosferico.
L'impianto centralizzato espelle

Virus e batteri

Micropolveri Sistem Air

Acari

Acari Sistem Air

Allergeni

Pollini Sistem Air

UN PO' DI DATI:

La qualità dell’aria e le fonti di inquinamento indoor giocano un ruolo fondamentale per la salute e molto spesso agevolano e favoriscono la diffusione di malattie e virus, come l’infezione da SARS-CoV-2.

Nel 2016, l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha stimato che globalmente sono circa 7 milioni le morti premature all’anno correlate a questo fattore di rischio.

In particolare, per la popolazione europea sono state stimate circa 550.000 morti premature.

L’OMS si è concentrata sugli effetti sanitari dovuti ai livelli di inquinamento degli ambienti indoor. Livelli elevati sono determinati principalmente dall’uso di combustibili di bassa qualità per il riscaldamento degli ambienti e dalla preparazione dei cibi, ma anche dall’uso di sostanze chimiche per l’igiene personale e per la pulizia degli ambienti. Questi livelli, se particolarmente elevati, sono preoccupanti se si considera che la maggior parte delle persone passa sempre più tempo in ambienti chiusi.

L’Agenzia Ambientale Europea (EEA) redige ogni anno un report sul Burden of Disease dell’inquinamento atmosferico in Europa in base ai livelli di concentrazione dei singoli inquinanti misurati. Nel report del 2019 (dati riferiti al 2017), l’EEA stima per l’Italia, per esposizione a PM2,5, circa 60.000 morti premature.

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Tempo trascorso in ambienti indoor
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