SOCIO SOSTENITORE

INQUINANTI cov

OSSIDI DI ZOLFO

Gli ossidi di zolfo comprendono l’anidride solforosa (SO2) e l’anidride solforica (SO3) che, reagendo con l’acqua, genera acido solforico.
Negli ambienti indoor, in assenza di sorgenti interne, la presenza degli ossidi di zolfo in genere è dovuta all’ingresso dell’aria outdoor.
Le principali fonti indoor sono costituite da radiatori a cherosene, da stufe e radiatori a gas privi di scarico esterno e dal fumo di tabacco.

Effetti sulla salute

Queste sostanze producono gli stessi effetti biologici e sanitari degli ossidi di azoto. A basse concentrazioni gli effetti del biossido di zolfo sono principalmente legati a patologie dell’apparato respiratorio come bronchiti, asma e tracheiti e a irritazioni della pelle, degli occhi e delle mucose.

ATTENZIONE!

Areare i locali senza eliminare le fonti emissive non serve a nulla. Perché una volta ridotta la frequenza di areazione, il problema si ripresenta.

Una grossa fonte di inquinamento è anche il garage: se collegato direttamente all’abitazione vi può veicolare i gas di scarico dei veicoli.

Effetti sulla salute

Queste sostanze producono gli stessi effetti biologici e sanitari degli ossidi di azoto. A basse concentrazioni gli effetti del biossido di zolfo sono principalmente legati a patologie dell’apparato respiratorio come bronchiti, asma e tracheiti e a irritazioni della pelle, degli occhi e delle mucose.

ATTENZIONE!

Areare i locali senza eliminare le fonti emissive non serve a nulla. Perché una volta ridotta la frequenza di areazione, il problema si ripresenta.

Una grossa fonte di inquinamento è anche il garage: se collegato direttamente all’abitazione vi può veicolare i gas di scarico dei veicoli.

Informazioni aggiuntive

Particolare attenzione deve essere posta nel caso di uso di combustibili negli ambienti confinati, avendo cura di provvedere alla adeguata ventilazione degli ambienti e ad un’efficiente evacuazione dei fumi.

I valori guida di qualità dell’aria relativi all’SO2 vigenti sul territorio nazionale fissano come livello medio per 24 ore 100-150 µg SO2/m3 (35-58 ppb) e 40-60 µg/m3 (15-23 ppb) come media delle concentrazioni medie di 24 ore rilevate nell’arco di un anno (periodo aprile-marzo). I limiti definiti dai DM 12/11/92 e 25/11/94 indicano un livello di attenzione pari a 125 µg SO2/m3 (48 ppb) e un livello di allarme di 250 µg/m3 (96 ppb) per un rilevamento di 24 ore.

LA SOLUZIONE

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